Il treno delle 18:42

Prendo spesso quel treno dopo lavoro. È sempre uguale: stessa gente, stessi posti.

Quel giorno però mi sono seduto di fronte a una ragazza che non avevo mai visto.

All’inizio niente. Poi ho alzato lo sguardo… e lei mi stava guardando.

Ho fatto finta di niente. Poi ho riguardato.
E lei era ancora lì.

Abbiamo iniziato a guardarci più volte, quasi senza accorgercene.
A un certo punto ci siamo anche sorrisi.

Non era una cosa forzata, sembrava tutto naturale.

Siamo scesi alla stessa fermata.
Io ero convinto che le avrei parlato.

Ma nel momento in cui siamo scesi:

lei è andata da una parte

io dall’altra

E non ho fatto nulla.

Nome: Luca, 26
Luogo: Milano - Bergamo

La mia storia:
Prendo spesso quel treno dopo lavoro. È sempre uguale: stessa gente, stessi posti.

Quel giorno però mi sono seduto di fronte a una ragazza che non avevo mai visto.

All’inizio niente. Poi ho alzato lo sguardo… e lei mi stava guardando.

Ho fatto finta di niente. Poi ho riguardato.
E lei era ancora lì.

Abbiamo iniziato a guardarci più volte, quasi senza accorgercene.
A un certo punto ci siamo anche sorrisi.

Non era una cosa forzata, sembrava tutto naturale.

Siamo scesi alla stessa fermata.
Io ero convinto che le avrei parlato.

Ma nel momento in cui siamo scesi:

lei è andata da una parte

io dall’altra

E non ho fatto nulla.

Com’è finita?
Il giorno dopo ho preso lo stesso treno.
Poi quello dopo ancora.

Non l’ho mai più rivista.

EyeContact nasce proprio per questo.

Non perderlo questa volta.

Non perderlo questa volta.