L’attesa in aeroporto

Prendo spesso quel treno dopo lavoro. È sempre uguale: stessa gente, stessi posti.

Quel giorno però mi sono seduto di fronte a una ragazza che non avevo mai visto.

All’inizio niente. Poi ho alzato lo sguardo… e lei mi stava guardando.

Ho fatto finta di niente. Poi ho riguardato.
E lei era ancora lì.

Abbiamo iniziato a guardarci più volte, quasi senza accorgercene.
A un certo punto ci siamo anche sorrisi.

Non era una cosa forzata, sembrava tutto naturale.

Siamo scesi alla stessa fermata.
Io ero convinto che le avrei parlato.

Ma nel momento in cui siamo scesi:

lei è andata da una parte

io dall’altra

E non ho fatto nulla.

Nome: Giulia, 25
Luogo: Venezia

La mia storia:
Ero in aeroporto, volo in ritardo.

Di fronte a me c’era un ragazzo.

Non abbiamo parlato, ma per qualche motivo continuavamo a guardarci.

Era una situazione strana:

  • stessa attesa

  • stessa noia

  • stessi sguardi

A un certo punto lui mi ha sorriso.
Io ho ricambiato.

Sembrava bastasse poco per iniziare a parlare.

Poi hanno chiamato il volo.

Ci siamo alzati.

E siamo andati in direzioni diverse.

Com’è finita?
Non ci siamo più visti.
E durante tutto il volo ho pensato che sarebbe bastata una parola.

EyeContact nasce proprio per questo.

Non perderlo questa volta.

Non perderlo questa volta.